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Considerazioni in risposta alle recenti contestazioni in merito al progetto di riqualificazione del Lago Santo

di Venerdì, 27 Settembre 2019
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Scrivo questa nota con intento chiarificatore, a seguito delle recenti iniziative di contestazione del progetto di riqualificazione del Lago Santo, che si stanno diffondendo su scala provinciale, culminate nella petizione “Fermiamo subito il martirio del Lago Santo” lanciata nei giorni scorsi anche dal Consigliere Provinciale Alex Marini. Dal momento che lo stesso non ha ritenuto doveroso confrontarsi con l’amministrazione comunale prima di sposare tale causa in maniera così sprovveduta, ci tengo ancora una volta a delineare il contesto e ricostruire l’iter che ha portato al progetto esecutivo, entrando quindi nel merito dei singoli punti della petizione.

Data di inizio pubblicazione 27/09/2019
Data di archiviazione 31/03/2020

Nella prima fase mi rivolgo direttamente al Consigliere Marini. Fin dalle prime battute del suo intervento infatti, andando a tentoni sulla quota del Lago Santo, dimostra di avere le idee piuttosto confuse non solo sull´oggetto del suo intervento, ma su tutto l´ambito della Valle di Cembra (ebbene sì consigliere, non abbiamo nessun picco sulla sponda destra della Valle che superi i 1600 metri, figuriamoci i laghi e biotopi), prosegue nella sua digressione con frasi fatte (“è sempre la solita storia!”, “cementificazione!!” “sbancamenti!!!”) parole ad effetto buone a catturare l´attenzione del cittadino ignaro e qualche like, ma che poco o nulla hanno a che fare con l´intervento che si propone, per poi chiudere con un affermazione davvero enigmatica: “trasformeremo il lago in un biotopo fruibile a tutti”, un ossimoro di difficile interpretazione che la dice lunga sulla competenza del Consigliere in materia di norme di tutela ambientale. Un biotopo lo abbiamo sul nostro territorio, signor Consigliere, è poco distante dal Lago Santo, scalda meno il cuore degli abitanti Cembrani, anche dei più attenti agli aspetti ambientali, non ha la fruibilità tra i suoi punti di forza, ma la prossima adesione alla Rete delle Riserve Valle di Cembra Avisio a cui stiamo lavorando come amministrazione, ha anche lo scopo di trasmettere agli abitanti l´importanza di forme di tutela così rigide per la conservazione di ambienti di particolare rilevanza naturalistica.

 

Sostanzialmente diversa è la situazione del Lago Santo. Pur trattandosi di un luogo di incredibile bellezza, è quantomeno scorretto ritenere il Lago che vediamo oggi, frutto unicamente di dinamiche naturali. Rappresenta piuttosto l’esito di una continua progressiva gestione umana che si è sostanziata in interventi più o meno felici nel corso degli anni.

Raggiungibile in macchina tutto l´anno, il lago è circondato da case e baite edificate a partire dagli anni ´70, oggi servite di acqua corrente ed energia elettrica. Proprio gli scarichi di dette abitazioni, finendo nel bacino, hanno causato per anni il deterioramento del livello qualitativo delle acque, innescando problemi di eutrofizzazione. In tempi relativamente recenti, è stata completata la rete fognaria a servizio di tutte le abitazioni del luogo, probabilmente l´intervento infrastrutturale che ha contribuito in maniera più significativa al ripristino della qualità delle acque. Muovendo l´attenzione al bacino, a determinarne il livello igrometrico, oltre alla quota stabilita dal fondo in cemento del canale di scolo recentemente sistemato da parte del servizio Bacini Montani, concorre anche un sifone, artefatto ingegneristico che, pescando ad una certa profondità, permette di espellere l´acqua più povera di ossigeno e migliorare lo stato di salute generale del lago. Il ritorno ad una eccellente qualità delle acque ha favorito una sempre maggiore frequentazione del lago a fini ricreativi durante l´estate, tanto che è ormai prassi istituire un servizio di vigilanza estivo (bagnino con tanto di torretta), falciare regolarmente l´erba e contenere lo sviluppo delle canne palustri. Nella precedente legislatura è stata realizzata, su platea di cemento in riva al lago, una capanna con bagno pubblico poi regolarizzata per la distribuzione di bevande. Questi interventi non hanno mai seguito una vera e propria pianificazione ma hanno cercato di mettere una toppa alle criticità che persistono sul lago in relazione all´utilizzo che ne viene fatto dalla popolazione. Questa la situazione del “laghetto alpino” su cui si innesta il tanto contestato progetto.

 

L´intero percorso intrapreso dall´attuale amministrazione comunale è partito all´insegna del massimo coinvolgimento di tutte le autorità, associazioni e portatori di interesse che gravitano sull´area. I primi sopralluoghi sono avvenuti alla presenza di personale del Servizio Bacini Montani e del Servizio Aree Protette della PAT (pur non essendo il Lago un´area protetta) nonché alla presenza di un naturalista libero professionista. Obiettivo della nostra amministrazione, prima di ipotizzare qualsiasi intervento, è stato infatti quello di valutare gli elementi di particolare pregio da preservare principalmente dal punto di vista naturalistico con rispetto sia alla flora che alla fauna del luogo. Una volta eseguito questo screening iniziale, che non ha fatto emergere niente di particolarmente rilevante, se non contribuire ad evidenziare un certo degrado nello stato dei luoghi, è stato commissionato un progetto preliminare allo studio AMP. Ai due architetti del paesaggio e all’agronomo che compongono tale studio, abbiamo chiesto di ipotizzare un intervento organico che andasse a risolvere con una progettazione complessiva, le criticità insistenti sull’area (ristagno idrico prolungato sulle sponde, in particolare in alcune stagioni dell’ anno e a seguito di piogge importanti, come da foto allegato 1a; fondo delle sponde compromesso da incaute distribuzioni di ghiaino alloctono appuntito disposte dalla precedente amministrazione, che impedisce una corretta crescita del manto erboso e procura escoriazioni a chi cammina a piedi nudi, come da foto allegato 1b; difficoltà a percorrere l’ intero giro del lago in particolare in alcune stagioni dell’anno e per persone con ridotta mobilità; necessità di migliorare l’ inserimento dell´isola ecologica evitando l’esposizione diretta dei bidoni della spazzatura) nonché dare un indirizzo all’utilizzo delle diverse zone del lago proprio per favorire una felice coesistenza degli interessi multipli che ivi sussistono (turistico - ricreativo, naturalistico - conservativo).

 

Una volta ricevuto il progetto preliminare, è stata indetta una prima riunione (16 maggio 2018) invitando quelli che abbiamo ritenuto essere associazioni e portatori di interesse pubblico e privato, potenzialmente coinvolti dal progetto Lago Santo (Associazione Pescatori Dilettanti, Riserva Comunale Cacciatori Cembra, Rete delle Riserve Alta Valle di Cembra – Avisio, SAT Cembra, Italia Nostra, WWF Trentino, APT Pinè Cembra, ANA Gruppo Alpini di Cembra, Happy Ranch, Rifugio Lago Santo, Stazione Forestale di Cembra). Il confronto sul progetto è poi proseguito, con la presentazione sempre alla presenza dei progettisti, in seduta pubblica a tutto il consiglio comunale (20 giugno 2108), con l´affissione di un rendering al lago e presso il Comune, con una seconda riunione pubblica al termine dell´estate (31 agosto 2018), e con la pubblicazione di una sintesi del progetto sul notiziario comunale del dicembre 2018, entrato in tutte le case degli abitanti di Cembra Lisignago, nonché sul sito istituzionale del comune. Parallelamente è proseguito l´iter per ottenere tutte le autorizzazioni del caso, dai Bacini montani, alla comunità di Valle, alla commissione edilizia comunale. Definire quindi il progetto in questo stadio di sviluppo un obbrobrio, o uno scempio, per di più su basi così poco approfondite, è un’offesa non solo ad una schiera di professionisti (ingegneri, architetti, agronomi forestali e geologi), che hanno contribuito a ideare il progetto (studio AMP), esaminarlo ed approvarlo (commissione paesaggistica di Comunità, Commissione Edilizia Comunale) ed ammetterlo a finanziamento (commissione GAL trentino centrale, salvo poi non essere finanziato per carenza di risorse sulla misura di riferimento e trovare un importante supporto finanziario da parte della Comunità di Valle), ma anche i Servizi della PAT competenti (Bacini Montani) e un consiglio comunale che rappresenta pro-tempore la popolazione di Cembra Lisignago.

 

Entrando nei contenuti della petizione queste le considerazioni punto per punto:

  1. manca un'approfondita analisi del territorio, dei flussi attuali e attesi, delle capacità di carico e di stress dell'ecosistema, utile alla progettazione ambientalmente sostenibile degli interventi;
  • l´intervento si svolge su un´area che è già attualmente soggetta a forte carico antropico, e dotata di ampi spazi parcheggio, che potranno essere meglio regolamentati in futuro. L´intervento non è pensato per aumentare il flusso di visitatori, ma per sistemare delle criticità esistenti e inconfutabili (vedi allegato), agevolare l´ingresso in acqua in determinate aree del lago, preservando altre per un uso più naturalistico-conservativo.

2. manca il ripristino dell'estesa area, da anni in stato di degrado, che si affaccia sul lago nella zona a sud; questa situazione è stata oggetto dell’interrogazione n. 39 di data 20 novembre 2018 presentata in Consiglio della Provincia di Trento;

  • Questa osservazione fa riferimento ad un´area privata, prima albergo poi stalla, da decenni in effettivo stato di degrado e abbandono, questo sì il vero “martirio” del lago che non ha mai però meritato l’attenzione degli ambientalisti da petizione, nemmeno quando questi erano impegnati in ruoli istituzionali. Una vicenda complicata che ha visto più o meno tutte le precedenti amministrazioni “impotenti” ad intervenire.  Attualmente un investitore privato, che ha rilevato la proprietà, ha comunicato per ora in via informale all´amministrazione l´intenzione di voler ripristinare l’area, processo che seguiremo e cercheremo di indirizzare con particolare attenzione.

 3. manca un piano di mobilità sostenibile;

  • Vale la risposta di cui al punto 1. Con l´adesione del Comune alla Rete di Riserve Valle di Cembra Avisio (prevista entro Natale), si attiverà anche presso il comune di Cembra Lisignago una serie di iniziative legate alla promozione di uno stile di vita sostenibile. Si cercherà di porre particolare attenzione anche al tema della mobilità, pur nella consapevolezza che l´effettiva efficacia in termini di sostenibilità si ha qualora le misure in tal senso vengano adottate nella quotidianità, piuttosto che in sporadici fine-settimana. Cercheremo di stimolare l´uso di mezzi alternativi e la percorrenza dei sentieri, peraltro oggetto di recente manutenzione.

4. è prevista la realizzazione di pontili di elevato impatto ambientale sia per la loro superficie totale di 303 mq, “inutilmente vistosa e fuori scala” in un piccolo lago, sia per la presenza di pilastri in cemento armato, che saranno installati nel lago con battipalo senza aver svolto prima alcuna indagine geologica del fondo lacustre e con il rischio di fuoriuscite di miscela cementizia nelle acque;

  • La modalità tecnica di realizzazione dei pontili è quella che garantisce il miglior compromesso tra durata e riduzione dell´impatto ambientale. Non è prevista nella maniera più assoluta la fuoriuscita di materiale cementizio. La dimensione di pontili e passerelle è stata ridotta rispetto al progetto preliminare tuttora esposto al Lago. L´introduzione di una piattaforma con assi di larice nell´area dedicata alla balneazione, si ritiene possa migliorare la possibilità di fruizione del lago nel totale rispetto del suo equilibrio naturale, preservando dall’ eccessivo calpestio la delicata fascia ecotonale e creando al contempo un elemento in grado di farne assaporare la bellezza in tutte le stagioni.

5. la sistemazione dell’intera spiaggia nord-nord est è di elevato impatto ambientale perché è previsto l’innalzamento del livello della spiaggia tramite l'apporto medio di 30-40 cm di terreno; esiste, inoltre, documentazione secondo la quale, in questa area, furono rinvenuti in passato reperti preistorici;

  • La spiaggia ha avuto diversi utilizzi nel corso dei secoli. È stata usata come pascolo per le vacche con degli ingressi nel lago in selciato per favorire l´abbeveramento degli animali. Vi era un tempo in cui tutte le sponde erano circondate da un “cordolo” di muretto a secco. Vi erano già dei pontili anche in passato. L´intervento di riporto della spiaggia, laddove si presenta oggi particolarmente depressa e soggetta a perduranti problemi di ristagno (vedi immagini in allegato) è stata concordata e prescritta dal Servizio Bacini Montani della PAT (unico ente competente sull’ area) come soluzione più idonea rispetto al controllo del livello attraverso il sifone. Non si ritiene che l´intervento di distribuzione del ghiaino con scaglie di porfido (vedi foto allegato 1b) eseguito dalla precedente amministrazione in cui era assessore all´ambiente uno dei promotori della petizione, sia stato tra i più appropriati per risolvere queste criticità del lago.
    Benché non sia presente nella documentazione in possesso, né tantomeno sulla cartografia urbanistica di riferimento nulla a riguardo di ritrovamenti preistorici, l’assenza di scavi quanto piuttosto il solo riporto di terreno previsto nel progetto, consentirà di preservare possibili reperti eventualmente presenti in loco.

 6. Sono d’impatto ambientale altri interventi quali gli scivoli, le reti, l'illuminazione notturna e il taglio del filare di abeti rossi posti a nord del lago.

  • Qui si coglie in pieno l’intento strumentale di tale petizione, in quanto gli interventi citati sono stati ampliamente ridimensionati, quando non eliminati, nel passaggio dal progetto preliminare a quello definitivo anche recependo le indicazioni pervenute durante i pubblici dibattiti. Nel progetto esecutivo non saranno realizzati né gli scivoli, né le reti; è stata tolta la passerella sul lato sud, lasciando solo il piccolo pontile. E’ stata ridotta la dimensione della piattaforma principale. Nonostante siano già presenti almeno due pozzetti per l’allaccio alla corrente nella sponda sud, non è prevista in questo progetto la realizzazione dell’illuminazione notturna. Riguardo al filare di abeti rossi è prevista la loro sostituzione con latifoglie autoctone in grado di creare ombra d’estate e macchie di colore nel periodo autunnale.

In conclusione ribadisco con forza come il percorso di condivisione intrapreso sul progetto sia stato limpido e approfondito, accogliendo svariate osservazioni e aggiustamenti arrivate strada facendo. Si tratta di una pianificazione organica in cui sono state considerate diverse competenze specifiche, tra cui anche quelle naturalistiche ambientali come testimonia ad esempio la volontà di introdurre la tifa trentina per contrastare in maniera naturale lo sviluppo della canna palustre ed aumentare la biodiversità. Alla luce di quanto fatto, è amareggiante constatare il livello di strumentalizzazione che va assumendo la contestazione, soprattutto da coloro che nella gestione, o mala-gestione del lago, hanno avuto responsabilità dirette. Per quanto ci riguarda credo fermamente sia arrivato il momento di concretizzare quanto previsto dal nostro programma e di rispondere con i fatti ai problemi che i cittadini ci hanno delegato a risolvere.

Il Sindaco e la Giunta del Comune di Cembra Lisignago

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