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Territorio

Comune di Lisignago

di Venerdì, 29 Aprile 2016 - Ultima modifica: Lunedì, 02 Maggio 2016
Immagine decorativa

Lisignago (Lisignàch in dialetto trentino) è stato un comune italiano di 504 abitanti della provincia di Trento. A partire dal 1º gennaio 2016 si è fuso con Cembra per formare il nuovo comune di Cembra Lisignago.

Altitudine: 582 mslm

Superficie: 7,14 kmq

Abitanti: 504 (31 dicembre 2010)

Il paese di Lisignago fece parte dell'impero romano e del ducato longobardo di Trento, fondato nel 1004 o 1027 dagli imperatori del Sacro Romano Impero e soppresso il 26 dicembre 1802.
La giurisdizione di Cembra, di cui Lisignago faceva parte, fu incorporata in quella di Königsberg (Montereale), usurpata dai conti del Tirolo nel 1276 nella prima metà del secolo XIV.
Il primo documento che contiene il nome del paese (villa) è stato redatto nel monastero dei monaci benedettini di S. Lorenzo a Trento il giorno 30 agosto 1166 e di esso a noi è giunta una copia del 7 ottobre 1222. Vi si parla chiaramente di diritti che esistevano a proposito delle rendite del paese, inteso come gruppo di case con fondi coltivati ed incolti.
È invece in un atto di compravendita del 9 dicembre 1201 che troviamo il nome di un abitante: Zucco da Lisignago.
In un documento del 1210 viene chiaramente detto "comunitas", cioè comune, distretto amministrativo indipendente.
Il 9 gennaio 1296 sulla piazza davanti alla chiesa di S. Biagio si tenne un'assemblea generale di tutta la Comunità per eleggere un procuratore per trattare nella vertenza con Oluradino Malvasio di Cembra.
Per quanto riguarda la struttura politico-amministrativa interna, il paese godeva di una certa autonomia, minuziosamente regolamentata dallo statuto comunale chiamato Carta di Regola. Attraverso la sua elaborazione la comunità assumeva una propria identità con determinate caratteristiche legate alla posizione geografica, alle risorse, alla produzione agricola e alle attività economiche principali.
Le decisioni che concernevano l'organizzazione della campagna, dei boschi, dei prati, delle strade, delle fontane ecc. venivano prese a maggioranza, con la presenza di almeno due terzi dei capofamiglia, i quali avevano il diritto e il dovere di intervenire nell'assemblea pubblica.
Non possediamo purtroppo la Carta di Regola di Lisignago perché il documento, conservato in un sacchetto depositato nella sacrestia della chiesa di S. Biagio, è andato perduto.
Le norme in esso contenute, integrate e modificate, sono state nei secoli costante punto di riferimento e attraverso di esse si concretizzò una presa di coscienza, da parte degli uomini del Comune, della propria autorità e autonomia.
Fino alla fine del XVIII secolo il paese godette di pace e di tranquillità. Fra il 1797 e il 1803 dovette subire la bufera dei vari passaggi dell'esercito napoleonico. Nel 1803 il Principato vescovile di Trento, di cui Lisignago faceva parte, venne incorporato nella Contea del Tirolo, che nel 1805 venne tolta all'Austria e annessa alla Baviera.
Nel 1810 il Tirolo meridionale fu ceduto al Regno italiano dei Francesi per ritornare all'Austria nel 1814.
Nel 1918 il paese, assieme al resto del Trentino-Alto Adige, entrava a far parte dell'Italia.

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