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Territorio

Comune di Cembra

di Venerdì, 29 Aprile 2016 - Ultima modifica: Lunedì, 02 Maggio 2016
Immagine decorativa

Cembra (Zémbra o Cémbra in dialetto cembrano) è un paese di 1.821 abitanti della provincia di Trento, situato nella Val di Cembra, a cui dà il nome. Comune autonomo fino al 1º gennaio 2016, in tale data si è fuso con Lisignago per formare il nuovo comune di Cembra Lisignago, di cui è sede comunale.

Altitudine: 666 mslm

Superficie: 16,96 kmq

Abitanti: 1.821 (28 febbraio 2015)

Insediamenti umani nella Val di Cembra sono documentati dal Mesolitico, periodo a cui risale un utensile di selce ritrovato presso il vicino Lago Santo; il reperto più famoso legato a Cembra è una situla bronzea, risalente al IV secolo a.C. e conservata al castello del Buonconsiglio, rinvenuta sul Doss Caslir, che riporta anche scritte in alfabeto reto-etrusco.L'area venne invasa dai Franchi nell'Alto Medioevo, i quali, come riporta Paolo Diacono, distrussero il "castello di Cimbra" (la prima attestazione storica del nome). Successivamente il paese entrò a far parte di un feudo appartenente al principato vescovile di Trento, e amministrato dai signori di Salorno, gli Appiano; tale giurisdizione includeva anche gli abitati di Lisignago (sede giurisdizionale), Faver, Valda e Grauno (ma non Grumes, che era giurisdizione a sé stante). La sovranità sul feudo venne usurpata da Mainardo II, conte del Tirolo: sotto di lui, dapprima Cembra subentrò a Lisignago come sede giurisdizionale, quindi l'intera giurisdizione venne accorpata a quella di Königsberg. Quando le guerre napoleoniche interessarono la valle, Cembra fu coinvolta direttamente; il paese venne subì danni materiali agli edifici e ai prati e requisizioni di legname e di cibarie, e si ebbero inoltre diversi decessi per tifo esantematico. Il 20 marzo del 1797, mentre 2500 soldati croati dell'impero austro-ungarico erano ivi stanziati, le forze francesi attaccarono, dalla sponda sinistra dell'Avisio, Cembra e gli altri insediamenti della sponda destra, causando ingenti danni (la vicina Faver, ad esempio, fu completamente distrutta). Sortite francesi continuarono anche gli anni seguenti, fino almeno al 1801.

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